
"...dirigere i pensieri in modo coerente e strutturato per poter affrontare le proprie indecisioni richiede uno sforzo tale da rendere tutto il resto meno importante. Meno sensato. Ciò che è importante per me non può combaciare con ciò che è importante per l'esistenza stessa delle cose che mi circondano. A volte arrivano a sfiorarsi. Ma non potranno essere mai la stessa cosa, per me, per la mia sopravvivenza..."

"...continuo a richiamare ossessivamente lo stesso numero e ad aspettare che cada la linea, e lo faccio solo per una ragione, per non interrompere la perfezione di questo momento cristallizzato. Sembra tutto immutabile e tutto deve rimanere immutato. Ché qui, sdraiata nel deserto, provo una sorta di quiete rilassata. Potrei rimanere per sempre così, cerco di non mutare lo stato delle cose. Meccanicamente spingo il pulsante per il redial e ascolto il suono che ormai conosco alla perfezione, che mi rassicura, che mi fa capire che per ora non è cambiato ancora niente. E' come quando provi a chiamare un numero verde e ti mettono in attesa, all'inizio quell'attesa è snervante, la musichina che ossessivamente si ripete, inizia, finisce e ricomincia. Poi però piano piano ti rendi conto che va bene così, che la reiterazione è rassicurante, ascolti e non ascolti, magari fai dell'altro mentre in sottofondo la realtà rimane congelata in quella musica ripetuta, permane nel suo stato, rassicurante appunto... ogni tanto però ti coglie il pensiero nefasto: cosa succederà quando verrà il mio turno?..."