giovedì 28 gennaio 2010

È ora!



Brucia figlio di troia!
Le ultime parole. Mi accompagnano nel rogo della mia vita. Un disastro assoluto. Una volta ero solo. Dopo questo, darò sicuramente un nuovo significato alla parola solo. Sempre ammesso che ne esca vivo. In realtà ho una fede incrollabile sul fatto che non morirò adesso e non morirò così. Non so perché. Il mio istinto continua a ripetermi: tanto non ti succede niente, non può accaderti una cosa simile, sei troppo persino per Dio. Dio e il Demonio si sono giocati tempo fa la tua anima e sai cosa? Dio ha vinto, adesso sei del Demonio. E perdio lui non ti vuole!
Ok! Il mio istinto fa cagare e parla troppo, tanto io non ci credo in dio e quelle cose là.
Mi spiace, non sta a te decidere.
Ok allora fatti i cazzi tuoi e limitati a dire quello che per natura devi dire, senza inutili dissertazioni, istinto di merda!
Già fatto, cocco! Lo sai, sono ore che continuo a ripeterlo, non è così che finisce!
Cazzo hai detto bene, sono ore che me lo ripeti. E il fatto che si stia parlando di ore la dice lunga su quello che mi sta accadendo. Sono una cazzo di barzelletta vivente. Quella che finisce con: gli abbiamo dovuto sparare per fermarlo. Solo che a me mi hanno già sparato, più volte, ma la barzelletta non è ancora finita.
E soprattutto non c'è un cazzo da ridere!

Tratto dal romanzo:
"Cosa pensa Jack Bauer mentre gli esplode un elicottero in faccia"

lunedì 25 gennaio 2010

Lunedì... perché lunedì?

Cerco di non pensare alle cose da fare, mi dico: falle e basta, altrimenti continuerai a girare in tondo. Penso e metto in ordine tutto quello che ho da fare, senza fare niente. Quando me ne rendo conto, mi fermo. Provo a fare qualcosa, mi accendo una sigaretta. Si è un buon inizio. Adesso? Dai, un passo per volta. La sigaretta l'ho accesa, adesso potrei iniziare a fare una delle mille cose che devo fare. Dannazione! Nono so da dove iniziare. Questa consegna è per ieri, questi altri ormai si saranno dimenticati che sono vivo. Il latte è scaduto tre giorni fa, non sa ancora di acido però. Questi? Che vogliono questi? Potrei organizzarmi in questo modo, sono sicuro di riuscire a farcela così. Ok, farò così, prima una cosa, poi l'altra e in mezzo questo. Dovrebbe essere un buon piano. Si, ne sono sicuro.  Posso farcela. Mio Dio! Non ho messo in conto i piatti. Bisogna lavare i piatti, ma ho troppe cose da fare che pensare pure ai piatti. Si affanculo i piatti, devo lavorare!
...mentre lavo i piatti e canto Glory Box dei Portishead accompagnato dallo stereo, vengo fulminato dall'immagine di me che lavo i piatti e canto "I just wanna be... a woman..." .
Sono la versione brutta di un video dei Queen... dovrei mettermi a lavorare!
Ma prima devo postare un altro sketch dei G.I.Joe!

martedì 19 gennaio 2010

Comunicazione di servizio 02

Anche se non sembra, ogni tanto lavoro anche io SIGH! Tra le altre cose al momento sto iniziando una miniserie dei G.I.Joe per i tipi della IDW che si intitola Numbers, scritta da David Lapham ooooohyeah!
Quella qui su è Baroness, non ci sarà nella storia, è solo uno studio che avevo fatto insieme ad un paio di pagine di prova (che posterò asap).
Ho fatto anche altri studi, ma ve li propinerò uno per volta, così per qualche post sono coperto.

domenica 17 gennaio 2010

Ho scoperto che la via del sensibilismo è il postmodernismo.




Potevo limitarmi a scrivere un banale post di presentazione, buttarlo la e lasciar fare il resto alla corrente, però qualcosina in più la devo a Mauro, fosse solo per il fatto che se ne va in giro in maglietta con dieci gradi. Quindi incominciamo.
Intanto non posso lasciare impunite le parole "persona incompleta". Sono una trappola per emo Mauro, lo sai benissimo! Sai a cosa ti esponi se metti il sensibilismo in prima linea. Torme di egomaniaci si abbatteranno su di te in ondate furiose e cercheranno di tirarti giù nel loro vortice disperato, dove gridolini di dolore si leveranno ogni qualvolta rimbalzerai sulle pareti del suddetto vortice. Una discesa nell'inferno degli animi sensibili, dove le urla non sono urla, ma singhiozzi soffocati. Dove dolore è un brivido sulla pelle troppo sensibile per sopportare fosse anche un soffio leggero. Ecco in cosa ti stai cacciando Mauro. Il tuo header è una dichiarazione di non belligeranza verso i malviventi emozionali (quegli esseri tristi e un po' mollicci che si nutrono dei sensibilismi altrui). 
Anyhow, ricordati che una scoreggia al momento giusto, può servire a rimettere tutto in prospettiva, nonché a farsi grasse risate.  
Ora, qui di seguito metto il link al blog\sito di Mauro, andate, leggete, commentate ma non siate scortesi, perché poi Mauro se la piglia con me e lui, che dio lo benedica, è più grosso di me e nonostante sia sensibile è anche un postmodernista e in quanto tale è facile che gli scappi uno sganassone qui e là.






Mauro secondo te ci sono andato giù pesante con la storia dei sensibilismi e dell'header? Voleva essere una cosa scherzosa... oddio, fino ad un certo punto. Sai come si dice no? Noo? Vabbeh, non sarò di certo io a dirtelo.


Anche se un po' l'ho già detto.

lunedì 4 gennaio 2010

Il paradigma della virtù





Non mi piace vincere a Monopoli, ogni volta che vinco a Monopoli mi sento sporco. Dio solo sa se ci ho provato ad aiutare e venire incontro alle esigenze di chi doveva pagarmi centomila e dico centomila LIRE (il Monopoli di Roberto è ancora in lire) perché finito su una proprietà albergo munita. Ho provato in tutti i modi ad essere una persona migliore di quell'avido affarista senza scrupoli e figlio di puttana che devi essere per poter vincere a Monopoli. E in realtà, ci sono riuscito. Non lo sono stato e per questo ho vinto. Sono stato la fottuta eccezione che conferma la regola e non di meno mi sono sentito sporco. Dall'inizio della partita è stato subito chiaro che Roberto era il MALE. Atteggiamento spavaldo di chi ha tutta la situazione sotto controllo e ne dispone a suo piacimento, povero illuso. Marxia e Flavia non hanno apprezzato e hanno individuato in lui il nemico da abbattere. E in realtà avevano ragione, se così non fosse stato avrebbe vinto sicuramente Roberto. Però Roberto si era calato talmente tanto nella parte che se ne è reso conto quando ormai era troppo tardi. E' per questo che ha perso e io ho vinto. In tutto questo ci si sono messi pure i dadi. Ve lo giuro, ho pregato per finire su Parco della Vittoria e pagare a Flavia il dovuto pedaggio, ma non c'è stato verso. C'è da dire che non sono finito neanche su viale Traiano, ma lì mi sono dispiaciuto un po' meno, era di Roberto e lui era pur sempre il Male in quel frangente. Non so perché, ma è solo il Monopoli che mi fa quest'effetto. Se gioco a poker e vinco non provo vergogna di me stesso, con il Monopoli invece...Perdonatemi o voi che potete.



Comunque ieri abbiamo fatto anche un uno contro uno ad Halo io e Roberto e l'ho battuto, ma lì perchè sono più forte di lui ad Halo.